Non so se rimettrò in funzione questo blog per tenere aggiornati i lettori (ma quali?) delle mie peripezie danesi. Per ora mi limito a riesumarlo per fare un breve resoconto di una leggerina giornata di viaggio.
Partenza da Bologna, in treno, per Milano.
Collegamento Milano-Malpensa.
Volo Malpensa-Dusseldorf.
Volo Dusseldorf-Copenhagen Kastrup.
Treno fino alla stazione centrale… e ora finalmente in un stanza d’albergo! Il primo giorno è andato… domani si inizia a girare ![]()

L’unica vera pecca dell’appartamento era il fatto che vi fosse un solo bagno. Questo ci costringeva all’organizzazione di turni per l’uso dello stesso, producendo ritardi rilevanti circa l’orario di approntamento delle truppe, e il relativo quotidiano abbandono della magione. Soprattutto quando Otto aveva necessita’ di utilizzo del bagno per un tempo prolungato.
Dopo qualche giorno di convivenza la situazione aveva ormai superato i livelli di guardia; una nuova vegetazione aveva preso piede sul pavimento del bagno, e in oguno di noi si era acceso un campanello di allarme, che avevamo pero’ prontamente provveduto a spegnere. Tutti, tranne il Nick.
Preso da un folgorante attacco di senso civico, il buon vecchio Nick aveva deciso che la situazione era divenuta intollerabile. Era necessario agire, come solo la nostra compagnia era in grado di fare: ottenendo una situazione peggiore di quella di partenza.
Fu cosi’ che venne approntato un secchio colmo d’acqua bollente; mia idea era cercare di sterilizzare il piu’ possibile l’ambiente, per evidenti rimembranze di quello che poteva essere un ormai lontano concetto di igiene. Evitammo accuratamente di spazzare, prima di dare lo straccio; ritenemmo di mettere gia’ sufficientemente alla prova la nostra buona volonta’ in quella maniera.
Con gioia trovammo tutto il necessario, in dotazione presso la magione; vi era anche lo spazzone che, seppure non avesse l’aria troppo resistente, sembrava atto a mondare la superficie pavimentaria di interesse. Fu cosi’ che il Nick inizio’ a dare lo straccio sul pavimento del bagno.
Giunti oltre la meta’ di quella che volevamo considerare una pulizia, ci rendemmo conto di non poter ingannare oltre noi stessi; per rendere sensata l’opera che stavamo compiendo, era necessario passare lo straccio nel secchio di acqua non piu’ cosi’ bollente ancora una volta, prima di terminare la nettazione. Una ovvia repulsione ci prese all’idea, e fu cosi’ che ci trovammo costretti a re-inventare il concetto di guanti da lavoro, purtroppo assenti in casa.
Una rapida ricognizione confermo’ questo fatto, ma ci porto’ a pensare che fosse possibile sopperire a questa mancanza con l’uso di sacchetti per l’immondizia, indossati a mo di guanti dal prode Nicolo’, e legato alle estremita’ delle braccia.
In una inusitata mise il nostro condottiero si rimise all’opera, dirigendosi verso il secchio con lo straccio in mano; nel frattempo noi, suoi fidi sostenitori, lo seguivamo passo passo nella sua impresa, non riuscendo gia’ a trattenere un sorriso sulle labbra.
Fu cosi’ che l’eroe pose lo straccio nel secchio, protetto solo dai sacchi del rusco, uno per mano, che gli scudieri gli avevano apposto. Fu allora che si verifico’ l’imponderabile: una nota di sconfitta trafisse la voce del cavaliere, mentre trovossi costretto ad ammettere che la designata protezione non sufficeva all’uopo; i sacchetti si stavano sciogliendo nel secchio.
Un’inarrestabile moto di ilarita’ raggiunse i compagni; fu solo dopo alcuni minuti che fu possibile ritornare a uno stato bastevole di sobrieta’, per immortalare per sempre l’avvenuto nelle cronache della compagnia.

Ho visto “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni” dopo averlo scelto nella mia solita maniera. Ovvero, scorrendo l’elenco dei film in programmazione in citta’, selezionando i cinema che solitamente proiettano cose interessanti, controllando su imdb valutazioni e premi assegnati.
Come al solito, ho voluto sapere il meno possibile sul film, per non rovinarmi in nessun modo l’effetto sorpresa.
Il film e’ molto forte; racconta la storia drammatica di una ragazza, della difficile situazione in cui si trova a vivere, in un mondo dove quelli che dovrebbero essere amici si rivelano essere pronti a sfruttarla, in misura di poco minore agli sconosciuti. Sempre sullo sfondo la Romania, la Bucarest della fine del regime, nel 1987.
Dopo una buona impressione sul film mi sono incuriosito nel ritrovare il nome del regista, Cristian Mungiu, sulla programmazione del lumiere. Stavolta il film era intitolato “Occident”; valutazione ancora una volta buona per imdb e film battezzato per la visione.
Non sapevo bene cosa aspettarmi, se non che pensavo di ritrovare un genere affine a quello trovato in “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”.
Quello che i due film hanno in comune e’ lo scenario, una Romania difficile, piena di contrasti, persone che soffrono. Eppure le scene sono cosi’ vivide da indurmi a pensare che evidentemente il regista coltiva un enorme amore per la sua patria, che evidentemente vorrebbe in condizioni migliori di quelle in cui versava e tuttora versa.
“Occident” e’ un film completamente diverso da quanto mi aspettavo. Lo scenario e’ sempre forte e vivido, ma la storia raccontata, che ne e’ vera protagonista, e’ avvincente, osservata da piu’ punti di vista, in tempi diversi. C’e’ un vero e proprio gioco registico che mira a ingannare lo spettatore, a divertirsi con lui, tenendolo sempre per mano in questo strano mondo popolato da personaggi vividi e convincenti.
Per farla breve: ho trovato un altro regista che mi piace molto ![]()
Ecco il ritorno alla vita di tutti i giorni; si fa incredibilmente presto a passare dalla beata vacanza alla routine quotidiana :p
Domenica 19 sono ritornato, insieme alla balda e allargata compagnia, da una settimana di soggiorno a Berlino.
Siamo tutti rimasti affascinati dalla citta’, e ci sono tante cose che si potrebbero dire. Si nota ancora una differenza, piu’ culturale che economica, tra il lato est e il lato ovest della citta’.
Stavamo girando per Pranzlauerberg, un ex quartiere operaio di Berlino Est, ora quartiere residenziale e centro artistico della citta’, quando siamo entrati in un bar/ristorante per pranzare.
Il quartiere e’ molto meno turistico del centro vero e proprio, ma non ce ne eravamo resi davvero conto fino a quando, entrati qui, abbiamo scoperto che le gestrici del locale parlavano solo tedesco, non una sola parola di inglese; grazie a un simpatico omino messicano, che ci ha fatto da interprete, siamo comunque riusciti a farci capire e mangiare una buona “schnitzel mit kartoffensalat”.
Inutile dire che a Berlino Ovest l’inglese lo parlano tutti invece!
Aneddoti ce ne sono tanti; cose interessanti da vedere pure. Una delle cose piu’ interessanti che abbiamo fatto e’ stato un tour guidato in uno dei bunker che i berlinesi usavano durante i bombardamenti nella seconda guerra mondiale. L’associazione di Berliner Unterwelten ci ha fatto fare un bellissimo giro in questo bunker, conservato perfettamente e adibito a museo, illustrandoci gli usi delle varie stanze, la vita in citta’ durante i bombardamenti, gli avvenimenti immediatamente posteriori alla fine della guerra.
Mi riprometto di inserire un po’ di resoconti sulla vacanza nei prossimi tempi, oltre alle prime fotografie. Nel frattempo vi do’ un assaggio del “fashion” trovato durante il viaggio.


Finalmente le vacanze si avvicinano! Sono qui che faccio il conto alla rovescia, mi sembra di essere tornato ai tempi della scuola, quando si facevano le crocette sul calendario per vedere quanti giorni mancavano. E ormai sono davvero pochi.
Quest’anno andro’ a Berlino, insieme alla solita Compagnia dei Genovesi, in parte riunita verso il suo nucleo originario, in parte allargata a nuove leve. Non so molto sulla citta’, a parte le cose che sanno tutti. La relativamente recente visione delle vite degli altri mi incuriosisce ancora di piu’ sull’argomento. Staremo a vedere. Preparero’ un resoconto dettagliato al ritorno dal viaggio
Buone vacanze a tutti!
Fabio
Sono arrivato che avevo gia’ fame; essendo partito dal mare la mattina stessa, passato da casa a lasciare un po’ di cose e prenderne altre, caricato il pick up con seggiole, borse frigo e stereo per la serata, ho dovuto saltare il pranzo.
E’ stato cosi’ che con l’aiuto di Pamela mi sono dovuto cimentare nella rapida preparazione di una ciotola di spaghetti, anzi, di linguine, con il pan grattato; e direi che l’esperiemento e’ riuscito bene!

Come previsto la giornata non e’ stata facile; mille imprevisti, roba da portare e spostare, cuochi in ritardo. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.
Dopo ormai parecchio tempo siamo riusciti a fare una partita a Lupi come si deve; qualcuno ha imparato a giocare per la prima volta, e come previsto c’e’ stato qualche erroretto veniale. Ma fa parte del gioco.
Io, come al solito, sono riuscito a mangiare poco e mi son sacrificato per lasciare qualcosa di piu’ agli altri.
Ok, non e’ proprio verissimo…
… ma quel che e’ certo e’ che nessuno ha patito la fame!
E c’erano fogne peggiori di me :p
Ho voglia di un’altra grigliata…

La scorsa domenica sono andato a Marina Romea. Una bella giornata, si stava bene, fatti quel paio di bagni e diverse partite a beach volley.
In piu’, c’erano i resti di una gara di castelli di sabbia.
A quanto pare, come mi ha riferito la gentile cameriera, risalivano a fine giugno. Ma cosa ci mettono per farli durare tanto?
Eppure vedere tanti bei castelli di sabbia faceva venire proprio voglia di distruggerli…

Quel nome mi diceva qualcosa; alla fine, mi duole ammetterlo, aveva ragione il Nick. Avevamo visto un altro film di Aki Kaurismaki al Future Film Festival, che se ricordo bene parlava di un povero disgraziato che conduceva una vita triste e apatica. Una volta licenziato dal lavoro decide di assoldare un killer per uccidersi ma poi cambia idea… ma questa e’ un’altra storia.
Il titolo doveva essere qualcosa come “Ho assoldato un killer”.
Ieri sera, attratto dal nome del regista, che qualcosa mi diceva, ho portato Elena, Daniele, Chiara e Giovanni a vedere “Amleto si mette in affari”.
Si tratta di una trasposizione cinematografica molto particolare dell’Amleto. I ruoli dei personaggi sono abbastanza diversi da quelli classici, e la storia dell’Amleto viene quasi usata come pretesto per raccontare qualcos’altro.
Sicuramente un esperimento rischioso, ma anche interessante; nel complesso un film piacevole, la curiosita’ maggiore che mi e’ venuta e’ sapere che ne avrebbe pensato Ida, visto che adora Shakespeare e tutte le sue opere. Se me ne ricordo le chiedero’ se conosce questo film.
Umorismo finnico, a volte difficile da capire, ma ben centrato quando raggiunge esattamente il punto che voleva colpire. La cosa piu’ bella e’ stata l’intervista di introduzione al regista; come dice Giova, a domanda stupida ci sta risposta stupida. E alle diverse domande stupide che gli sono state poste Kaurismaki sapeva rispondere sempre a tono e in modo molto spiritoso. Un personaggio interessante.

A volte si sente la stravaganza di qualche riccone che si e’ fatto costruire un vero e proprio cinema nella propria residenza, con un sentimento che e’ a meta’ tra lo stranimento e l’invidia. Stasera ho avuto un assaggio di questo sentimento.
Con Chiara siamo andati a vedere Ocean’s Thirteen che, tra l’altro, nonostante recensioni non ottime, mi e’ piaciuto abbastanza; non all’altezza del primo film della serie, ma sicuramente meritevole.
Siamo andati allo StarCity, visto che ormai il film e’ fuori da un po’ di tempo, ed e’ rimasto in programmazione soltanto nelle multisale che, come e’ notorio, non amo particolarmente.
La gente in giro non era molta; mi faceva un certo effetto attendere per l’inizio del film in questa stanza enorme ma praticamente deserta, ma mi aspettavo che qualcuno della dozzina di persone li’ presenti sarebbe venuta a vedere il nostro stesso film.
Entriamo per primi in sala; controlliamo la fila e il posto, molto diligentemente. I posti allo Star City sono numerati!
Iniziano le pubblicita’, prima quelle commerciali, poi i trailer. Ancora in sala non c’e’ nessuno!
Finiscono i trailer? Questo potrebbe essere l’inizio del film. Il ragazzo tira la tenda della sala. E’ ufficiale, ci siamo solo noi a vedere questo film!
Iniziano a girare gli ingranaggi del meccanismo… buona visione.