| Dopo il montaggio e la proiezione di
prova del nuovo episodio di SAGA abbiamo avuto occasione per scambiare una lunga
chiacchierata con il regista Sam Raimi, seduti al tavolino di un bar vicino agli Studios. D. Parliamo del primo episodio di SAGA: cos'è che non ha
funzionato?
R. Abbiamo pagato molto a causa dell'inesperienza del produttore, ci sono state tutta una
serie di scelte sbagliate che hanno portato il film ad essere ignorato.
D. Quali scelte?
R. Beh ad esempio sono stato frenato molto per quanto riguarda il mio stile narrativo. Il
produttore aveva paura che non sarebbero state adatte o apprezzate e ha preferito uno
stile più "normale"...Tuttavia una delle prime critiche sentite è che dietro
alla macchina da presa non sembrava ci fosse stato Sam Raimi.
D.Che altro?
R. La scelta di lanciare il film in poche sale. Una mossa azzardata, ma insomma, non
starò qui a dire tutto quello che non funzionava, sono stati errori che hanno pesato sul
film e sono dovuti alla scarsa esperienza. Adesso, con il secondo episodio, non verranno
commessi.
D. Una delle critiche più comuni è stata la scarsa
originalità.
R. Una critica probabilmente giusta, ma non posso farci nulla. Lavoro su una sceneggiatura
e, comunque, il fantasy non permette particolari variazioni sugli argomenti trattati. Una
trama come quella di SAGA può ricordare una partita di gioco di ruolo o un romanzo letto,
ma se avessimo girato un film prettamente investigativo probabilmente ci avrebbero detto
che sembrava un romanzo della serie di "Fratello Cadfael".
D. Quindi è necessario essere scontati?
R. No, non mi sognerei mai di dire qualcosa del genere. Ma solo che il fantasy offre solo
pochi binari sui quali muoversi, l'importante è saperlo fare con onestà, senza seguire
la via più facile e cercando di proporre un prodotto solido.
D. Quando SAGA uscì "Il Signore degli Anelli:
La compagnia dell'Anello" ancora non era nelle sale.
R. No, abbiamo anticipato i tempi e credo che l'abbiamo fatto bene, senza correre. Adesso
sarà più dura, so già che diranno che "Sam Raimi non è Peter Jackson" o che
lo sceneggiatore non è Tolkien. Beh, meglio così direi, non intendiamo ripetere quello
già fatto. Abbiamo un nostro stile e lo seguiamo.
D. Il finale stavolta è dichiaratamente aperto...
R. Beh si, siamo al secondo pezzo di una trilogia, inutile fingere che tutto possa
concludersi alla fine del film, quindi abbiamo lasciato un finale aperto che, speriamo,
invoglierà lo spettatore ad attendere il prossimo con ansia.
D. Che problemi ci sono stati a lavorare ad una
seconda parte?
R. Meno di quanto ci si aspetti. In realtà la seconda parte di un trittico è sempre la
migliore: la prima deve introdurre lo spettatore ai personaggi e alle atmosfere, la
seconda ha già una base di partenza e quindi diventa una corsa sull'ottovolante, ci si
può scatenare da subito senza pensare che lo spettatore potrebbe non capire.
D. Quindi chi non ha visto il primo SAGA può vedere
il secondo?
R. Domanda interessante. Credo di no, abbiamo inserito un piccolo riassunto all'inizio del
film, ma era solo per rinfrescare la memoria. Ci sono anche alcune spiegazioni all'interno
della storia, ma consiglierei la visione del primo episodio prima di darsi a
questo...Credo si trovi ancora alla sezione "Fantastico" del videonoleggio
(sorride).
D. Cosa pensa del produttore?
R. Che è un pazzo scatenato. Il primo episodio è andato in perdita, le critiche sono
state altalenanti, l'entourage di Cinematik per il 70% odia il fantasy e lui mi offre di
dirigere il seguito con un cast più ampio, maggiori effetti speciali, lasciandomi mano
libera su riprese, montaggio e durata e offrendomi il massimo delle sale disponibili.
Sicuramente andrà sul lastrico, ma tanto di cappello per il coraggio (ride).
D. Il cast è effettivamente più grande. Come ci si
sente a dirigere tanti nomi famosi?
R. E' stato un pò duro in certi momenti, lo ammetto. Ma tenendo la calma si è rivelato
essere fattibile.
D. Sappiamo che ci sono stati dei dissapori con
Russel Crowe.
R. (seccato)Andiamo...
D. Non è vero?
R. Tutto questo non era nelle corde di Russel fin dall'inizio. Il genere non fa per lui ed
è un mattatore, il ruolo secondario non gli si addice e non lo ama. Questo ha portato a
degli scontro di tanto in tanto, soprattutto nei giorni più tesi.
D. E' vero che è per queste ragioni che il suo
personaggio finisce il suo percorso in questo film?
R. No, questo no. Il generale Kanor era limitato ai primi due film dall'inizio, magari
abbiamo accorciato la sua parte per fare in modo di evitare un fastidio a tutti quanti.
Però Russel resta un ottimo attore e ho il massimo rispetto per lui. Spero in futuro di
poter lavorare ancora con lui.
D. E Marc Dacascos?
R. Marc è un ottimo compagno di lavoro. Se non lo avremo nel terzo episodio è per
ragioni di sceneggiatura, ma vi posso confessare che mi dispiacerà non averlo accanto. E'
sempre disponibile e sempre in vena di divertirsi, lo abbiamo spesso visto scherzare con
tutti. Inoltre appoggia le mie idee folli ogni volta che gliele propongo. Vado da lui e
dico "Marc, ho pensato che invece che gettarti sotto il tavolo potresti saltarci
sopra ed aggrapparti a quel lampadario di cristallo...". Lui ci pensa un attimo, poi
annuisce e risponde "Ci posso provare.". E' stato in gamba e sono felice di aver
lavorato con lui.
D. Quanto pesa il Raspberry dato a Sandra Bullock?
R. Mah...a me non pesa per nulla e Sandra sembra averla presa con umorismo, quindi...
D. Consiglieresti di vedere questo nuovo episodio?
R. Si. Ma sono di parte. |